David Bacci: un giro tra le mille striature dell’artista maremmano

Albinia. Nato nel 1976, vive ad albina, dove dirige la falegnameria Bacci, retaggio della famiglia da sei generazioni. Infatuato del mondo artistico sin da piccolo, David fruisce della propria conoscenza viscerale del legno e dell’esperta manualità figlia del mestiere per creare opere di raffinata bellezza. Il mix di tasselli, intarsi e pittura immergono l’artista nel periplo siderale del simbolismo, ma allo stesso tempo l’utilizzo di materiale di riciclo come base delle sue opere e le diverse tematiche toccate evidenziano una sensibilità verso l’ambiente ed una personalità impegnata e attenta. La numerosa produzione vanta opere esposte in prestigiose gallerie, collezioni private e locali blasonati. La purezza delle forme e la semplicità apparente delle realizzazioni trasmettono – in parte – il pensiero di un artista unito intimamente alla propria terra.

David, possiamo dire che la tua è stata un’alterazione nella dinastia di maestri del legno della famiglia Bacci; quando hai cominciato a appassionanti all’arte?

In primis io mi definiscono un falegname, tra pochi giorni festeggerò i miei venti anni di attività nel mestiere e amo quel che faccio. La passione per l’arte è sempre stata insita in me, nel 1989 a tredici anni in occasione del bicentenario della rivoluzione francese a Parigi, vinsi il primo concorso, realizzando una mini ghigliottina in legno, perfettamente funzionante, a dimostrazione della forza attrattiva di questa congenita passione.”

Ricordi un momento decisivo per la tua carriera?

“Come tanti artisti inizialmente ero intrappolato in un impasse di timidezza. La svolta grazie alla quale mi sono calato nel camice bianco è arrivata dopo una conversazione con una mia attuale cliente (di cui non posso fare il nome), la quale mi spronò aprendomi gli occhi e facendomi acquisire la fiducia che mi mancava.”

Le tue opere toccano molte tematiche, dalla religione alla natura, cosa ti ispira?

La religione è una delle innumerevoli “muse” di cui mi servo, sono credente ma non praticante  per puntualizzare. Francamente considero la mia ispirazione libera, non legata a qualcosa in particolare.

So che hai molto a cuore la questione ambientale, spiegaci come ogni materiale – o quasi – impiegato per le tue opere è rispettoso nei confronti di madre natura?

Le mie opere sono composte per gran parte con legni riciclati e colori naturali. Uso esclusivamente vernice all’acqua e scarti della falegnameria, piccoli accorgimenti di cui vado fiero.”

Come definisci la tua arte?

“…… fammici pensare, meglio riparlarne alla fine.”

A volte con pochi – a prima vista – semplici oggetti, riesci a celare una visione oculata della realtà, come nel quadro “Le sei Mogli di Enrico VIII”… come ci riesci?”

“In quel quadro – come in molti altri – sfrutto le curve morbidi e le venature interne del legno, per uscire dall’oggettiva concezione primaria del monade di legno bel lavorato e lasciar libero sfogo alla mia vena creativa. Considero l’interpretazione artistica una camicia: tutti possono indossarla ma ognuno di noi lo farà in modo diverso, chi la abbottonerà fino al colletto, chi tirerà su le maniche, chi lasciandola aperta indosserà sotto una maglietta divertente… in verità sono appagato quando l’osservatore travalica la mia personale visione del quadro.”

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“Le sei mogli di Enrico VIII”

Quali sono i tuoi artisti preferiti?

“Mi colpiscono molto le opere di Flora Feliciotti e Anny Baldissera, lo stile di Daniel Spoerri, la profondità dei quadri di Ennio Calabria e ultimo ma non certo per importanza, il lavoro di Giuliano Giuggioli, amico, confidente e mentore.”

Ho saputo della tua passione per il cinema, cosa guardi?

“Adoro il cinema in tutte le sue forme, i film che più hanno segnato l’Io cinefilo sono stati: “Pretty Woman”, “Ufficiale e Gentiluomo” e “Finché c’è guerra c’è speranza” (più per il concetto che esprime che per il film). Per quanto riguarda le serie Tv sono un grande fan del “Il Conte di Montecristo”, che assieme alle macchine sportive costituisce la mia debolezza latente.”

Prima di salutarci sei pronto a rispondere alla domanda schivata prima?

“Allora la risposta alla domanda e’ ….. POPULAR ART, ispirata alla pop art di Andy Warhol.”

Dedica speciale dell’artista

“Ringrazio la mia famiglia e chi mi sta vicino perché a volte mi rendo conto che sono veramente insopportabile ….. artisticamente parlando!”

Biografia e premi

L’arte dell’ebanista David Bacci (classe ’76) non può essere collocata sotto una sola corrente artistica .Il tratto minimale, le sue variazioni cromatiche essenziali, il sapiente utilizzo di materiale di riciclo come base delle sue opere tridimensionali, i soggetti spesso attuali, misti all’amore per la sua terra d’origine (la maremma) e l’abilità del proprio mestiere, rendono David un artista a tutto tondo .Fin dall’adolescenza dimostra in più occasioni la sua vena creativa, iniziando ad utilizzare il legno come canale comunicativo dei propri pensieri in forma artistica .Nel 1989, in occasione del bicentenario della rivoluzione francese, all’età di 13 anni, vince il suo primo concorso, con permanenza di una settimana a Parigi, realizzando una mini ghigliottina in legno, perfettamente funzionante .Tra le sue esposizioni personali, si ricordano quella a Forte Stella a Porto Ercole; a Palazzo Collacchioni a Capalbio; a Palazzo Chigi Zondadari Barabino a San Quirico d’Orcia; e quella di Porto Santo Stefano, alla Fortezza Spagnola, oltre naturalmente a diverse collettive in Italia, a Roma, Milano, Siena, Firenze, Pisa ed in Europa: Parigi, Lugano e Belgrado .David ha anche la non comune abitudine, di unire l’arte alla cultura enogastronomica maremmana, infatti ha delle mostre permanenti in alcuni locali molto “in” della Toscana, ad esempio il ristorante Nobili Santi all’Argentario Polo Club, al ristorante Da Maria a Capalbio, all’Osteria La Poventa ed all’Enoteca da Checco a Magliano in Toscana oltre a quelle ispirate al mare, al Tuscany Bay in Giannella (Locale del cantante Pino Daniele), ed alla Locanda dei MIlle a Talamone. La “personale” nel Luglio 2015 alla Polveriera Guzman, con oltre 45 opere, tra quadri, sculture ed istallazioni, dove si conferma il legame dell’arte di David con il suo territorio natio.Molti i premi e gli attestati ricevuti in carriera, tra gli ultimi presi: “Foglia d’Argento” nel Novembre 2014 e nel 2016, presso la Galleria Pilzergentrum a Castel Sant’Angelo, “Diploma d’Autore” nel Maggio 2015 e 2016, ritirati personalmente dall’artista in Campidoglio a Roma, “Arte d’Autunno” nell’Ottobre 2015 con premiazione presso la discoteca Gilda sempre nella Capitale .Il 2016, si e’ aperto con la partecipazione alla Biennale Internazionale di Arte a Roma in programma dal 16 al 24 Gennaio presso le Sale del Bramante a Piazza del Popolo, dove David ha presentato la scultura “Cielo”, di seguito ha partecipazione ad una importante collettiva a Salerno ad Aprile.Al Premio Primavera a Maggio sempre con una collettiva di artisti internazionali ancora a Roma in un centro di cultura religioso tedesco, ed a Luglio/Agosto/settembre con una personale alla Fattoria la Parrina, della Marchesa Franca Spinola, in occasione della presentazione degli ultimi libri della scrittrice Dacia Maraini , dello scrittore Antonio Manzini , di Pierluigi Battista (scrittore e giornalista), di Massimo Nava, anch’esso giornalista e scrittore, di Mauro Canali, ed infine della scrittrice Benedetta Craveri, una collettiva a Venezia presso la chiesa di San Leonardo ed una visita all’Harry’s Bar Cipriani per uno scambio culturale, ad Ottobre 2016 e’ in mostra a Milano alla Biblioteca Umanistica ed a Novembre sarà a Trieste per un’altra collettiva . Partecipa ad un concorso di arte tenutosi dal 20 al 27 gennaio 2017 alla Sala Mostre del Complesso Monumentale dei Dioscuri del QUIRINALE a Roma con  l’opera “BLACK CARDINAL”

Alcune opere

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“Genitori e Figli”


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“Venere Nuda”

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“Direzioni Distinte”

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“Aurora”