La doccia con i calzini

le Voci fuori dal comune

La sveglia suona. Le 2.20.

Mi desto da un sogno di cui non ricordo niente. Quanto ho dormito?

Ho ancora addosso i vestiti della nottata passata al bancone del bar. Sarà una lunga giornata.

La seconda sveglia suona. Mio padre si alza con i suoi 59 anni non più abituati a questo stress. Borbotta qualcosa, forse impreca. Buongiorno. Buongiorno.

Usciamo di casa, mi volto con l’intramontabile sensazione di aver dimenticato qualcosa di fondamentale. Il motore impiega una decina di minuti buoni prima di sputare aria calda dalle bocchette. Un freddo cane mi avvolge le meningi. Nonostante le poche ore dormite, il carico di lavoro che spinge l’acido lattico in tutte le giunture, non devo dormire. Ne va di mio padre. Dormendo lascerei via libera all’importuno Morfeo. Alzo il volume della radio. Una voce fastidiosa elettrizza il veicolo. Posso farcela.

Le parole sono poche e distratte. L’orologio indica le 2.40. Calcolando una…

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